“Il Cuore di Vanora: Destino” di Giulia Visioli

Trama

“Se ad ogni fine corrisponde un inizio, sarà davvero l’ultimo viaggio?”

Le Terre di Vanora sono giunte a un punto di rottura. I protagonisti, segnati nel corpo e nell’anima da una vita vissuta in schiavitù psicologica e privati del libero arbitrio per anni, sono finalmente in grado di autodeterminarsi. Fuori dalla portata dell’antico tiranno dovranno affrontare le ultime prove. Alcune combattute nelle città di Kustos e Atecret, ultime roccaforti del potere antico, altre, dentro loro stessi. Le ombre del passato continuano a strisciare, reclamando spazio e verità taciute. Le due metà del Cuore attendono di essere riunite. Ma non c’è equilibrio senza sacrificio, non c’è pace senza la conoscenza delle proprie profondità. Così, ogni personaggio dovrà affrontare in primis il proprio inferno interiore per potersi poi elevare e trasformare se stesso… La lotta finisce quando si fa pace col proprio riflesso.

Amore, tradimento, vendetta, speranza: ogni energia dovrà trovare il suo posto.

La redenzione non è salvezza, è consapevolezza.

Con uno sguardo lucido e spietato, questo ultimo romanzo ci accompagna al compimento del destino, là dove tutto ha avuto origine, e dove la verità potrà finalmente emergere, anche se farà male, il Cuore di Vanora aspetta di essere

ripristinato. Perché ciò che è stato spezzato possa essere trasformato, e non solo riparato

Recensione

Oggi ho il piacere di parlarvi della chiusura di un cerchio, l’ultimo atto di una saga che ci ha tenuti col fiato sospeso: “Il cuore di Vanora: Destino”, il quarto e conclusivo volume dell’opera di Giulia Visioli.

Ciò che mi ha colpito fin dalle prime pagine di questo capitolo finale, e che mi ha tenuta incollata alla lettura, è la straordinaria fluidità della scrittura di tutta la saga, e di quest’ultimo libro in particolare. In un panorama letterario che spesso si perde in barocchismi superflui, l’autrice sceglie la via della chiarezza.

Il suo è un linguaggio accessibile, privo di termini inutilmente complessi o “pesanti”, che rende il romanzo adatto a un pubblico vastissimo, dai giovani adulti ai lettori più maturi. Ma attenzione: semplicità non significa superficialità. Al contrario, Visioli utilizza questa limpidezza stilistica per veicolare concetti crudi ed emozioni viscerali in maniera eccellente.

È una dote rara saper descrivere il dolore e la paura senza giri di parole, arrivando dritti allo stomaco del lettore con una naturalezza disarmante.

Il cuore pulsante, e al tempo stesso l’ombra oscura di questo romanzo, risiede nel tema predominante degli abusi. La figura del Senza Nome, il padre di Destiny, si staglia come un antagonista terrificante proprio per il mistero che lo avvolge: le sue informazioni personali non sono mai state davvero accessibili a nessuno, rendendolo una minaccia quasi eterea ma brutalmente concreta.

Il suo comportamento nei confronti della figlia e di chi lo circonda è mosso da un unico, gelido motore: la sete di potere assoluto.

Nota importante per i lettori: La rappresentazione degli abusi fisici e psicologici perpetrati dal Senza Nome è trattata con maestria, ma è anche intensa e dolorosa. Per questo motivo,così come Giulia fa sempre all’inizio dei suoi libri,  mi sento di sconsigliare la lettura a chi è particolarmente sensibile a queste tematiche, in quanto non ci sono sconti nel mostrare la crudeltà di chi vuole dominare tutto e tutti.

Tuttavia, “Destino” non è solo un racconto di sofferenza. È, soprattutto, una storia di evoluzione. Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è la gestione degli archi narrativi dei personaggi, che sono tantissimi rispetto a molti altri romanzi attualmente in commercio. 

In questo finale, assistiamo a una presa di coscienza collettiva. Molti personaggi si rendono conto che ciò che avevano rincorso fino a quel momento non era adeguato alla loro natura o ai loro desideri. C’è il coraggio di cambiare obiettivo, di ammettere che la strada intrapresa era sbagliata e di cercarne una nuova. Ogni personaggio, nessuno escluso, riesce a trovare la propria via, a capire cosa vuole veramente, in un percorso di crescita che appare autentico e meritato.

Non farò alcuno spoiler, perché il piacere della scoperta è sacro, specialmente in un finale di saga. Posso però dirvi che il percorso di Destiny e dei suoi compagni merita di essere seguito e goduto dal primo all’ultimo rigo.

L’arco narrativo è costellato di cambiamenti repentini e colpi di scena fantastici che vi impediranno di chiudere il libro. Giulia Visioli ha saputo orchestrare un finale che non solo chiude le trame aperte, ma che risuona emotivamente, ricordandoci che anche di fronte all’oscurità più nera, è possibile riscrivere il proprio destino.

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