“Seerah dell’Unicratum, L’anomalia di Fracterra” di Alessandro Garlaschi

Il balenare del coltello che quello più vicino aveva estratto le fece balzare il cuore in gola e prima che potesse bloccarlo, il suo braccio sinistro si era formato e mostrava tutta l’intenzione di attaccare. La strana apparizione bloccò l’uomo per un secondo, abbastanza per lei da afferrare il polso con il coltello e stringere, secondo quanto aveva imparato nelle lezioni di Kavras. La mano chiusa cadde a terra, tranciata dagli artigli neri e lucidi, e con lei il coltello.

Boschi, fate e maledizioni: perché le fiabe antiche sono molto più oscure di quelle Disney

Siamo abituati a pensare alle fiabe come a un territorio rassicurante: principesse gentili, fate madrine, animali parlanti, castelli luminosi, canzoni memorabili e finali in cui l’amore rimette ogni cosa al proprio posto. È l’immaginario che il Novecento, soprattutto attraverso Disney, ha depositato nella memoria collettiva. Eppure, se togliamo lo strato di zucchero, musica e colori pastello, scopriamo qualcosa di molto più antico e disturbante

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