“Una storia di sangue e pietra” di Nork

Trama

Il mondo è pieno di occhi da cui guardare.”
Enoria non ci vede dalla nascita, ma ha un potere particolare: brucia gli occhi dei cadaveri e ne inala i fumi per osservare i loro ultimi minuti di vita.
Senza suoni, né odori, né colori, dà forma al mondo che la circonda.
Quando alcune persone vengono tramutate in pietra, si pensa a un basilisco o a una gorgone. Un’elfa cieca può considerarsi immune?
Enoria dovrà scoprirlo a proprie spese.

ENORIA e il suo lupo Sker tornano in una nuova avventura della TAVERNA ERRANTE.
Tra superstizioni e leggende, segreti sepolti verranno alla luce.
Come al solito, nell’Edeer nulla è come sembra.

BONUS: In appendice, un racconto con protagonista Enoria da bambina.

Recensione

In questo racconto vediamo come protagonista Enoria, personaggio già presente ne “I racconti della Taverna Errante“: lei è una giovane elfa molto sottovalutata per il solo fatto di essere cieca. Nessuno si rende conto che, però, è proprio questo suo difetto che la rende un essere speciale, in grado di vedere ciò che persone con occhi funzionanti normalmente non percepirebbero. Ciò la porta a sviluppare maggiormente altri sensi, così come accade nella vita reale a chi ha il suo stesso problema.

Uno dei punti di forza del racconto è proprio l’aver utilizzato come protagonista un elfo cieco, per cui un essere sicuramente molto conosciuto e presente in diversi romanzi fantasy, ma con un difetto fisico che difficilmente si riscontra all’interno di un romanzo fantastico, andando dunque ad allontanarsi da argomenti già affrontati fin troppe volte da diversi racconti di questo genere. Ciò permette al lettore di cercare in qualche modo di immedesimarsi in Enoria e in qualche modo provare a capire come potrebbe affrontare le sfide, soprattutto fisiche, che le si presentano davanti.

Altro tema ricorrente è lo sfruttamento di “razze” considerate inferiori, che riprende una problematica che ha afflitto l’umanità per diversi secoli. Anche in questo caso Enoria, con la sua forza e la sua intelligenza emotiva, si dimostra essere un essere accogliente e giusto, lontana dalle dicerie del suo paesino e molto accogliente nei confronti del “diverso”, in quanto lei stessa considerata diversa dagli altri.

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